Atti del Seminario Mythos-Logos for connecting

Mῦθος, λόγος for connecting

 

Giornata seminariale, Educandato Statale “Agli Angeli”, Verona

6 ottobre 2017

Al seguente link è disponibile la presentazione del progetto L'Antico fa Testo in tutte le sue edizioni

Il Seminario, nato dalla collaborazione dell’Educandato Statale “Agli Angeli” di Verona e l’Associazione Antropologia e Mondo Antico (AMA) dell’Università di Siena, si inserisce nell’alveo delle attività di formazione e aggiornamento in servizio rivolte ai docenti di latino, greco e materie letterarie in base al Protocollo d’Intesa fra Centro AMA e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Direzione Generale per gli ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica) e fra l’Associazione AMA e il MIUR.

La giornata di studi, centrata su esperienze e proposte di didattica delle materie classiche, ha focalizzato la riflessione sul tema Μὖθος λόγος for connecting.

 

Attraverso gli interventi di docenti del mondo accademico (Luigi Spina, Donatella Puliga, Mario Lentano e Caterina Carpinato) e la presentazione di esperienze didattiche da parte dei docenti di quattro Licei veneti (Educandato Statale “Agli Angeli”, “Maffei”, “Messedaglia” di Verona e del “Canova” di Treviso) è stato affrontato un aspetto fondamentale e caratteristico dell’uomo: la parola nelle sue molteplici manifestazioni.

 

Nella società complessa dell’oggi più che mai urge la capacità di saper ‘connettere’, la pluralità delle informazioni/conoscenze in modo competente, sfruttando la naturale predisposizione dei giovani a utilizzare i mezzi della tecnologia, col fine di suggere in forma intelligente alle fonti della cultura classica. Si tratta di avviare un ‘dialogo’ fra la tradizione e i nuovi approcci metodologici allo studio e alla trasmissione della cultura greco-romana.

Gli interventi dei docenti sono stati arricchiti al termine della giornata dal contributo degli studenti del Liceo dell’Educandato Statale “Agli Angeli” e da una delegazione del Liceo Minghetti di Bologna che esprimeranno concretamente, con delle brevi piéces teatrali, il ‘ponte’ culturale tra il mondo greco-latino e quello moderno e contemporaneo, nel rispetto delle specificità proprie di ciascuno di questi ambiti. Un esempio di scuole in rete ‘concretamente virtuale”.

 

 

Genesi’ del tema della giornata seminariale

 

La scelta del gruppo organizzativo del Liceo “Agli Angeli”, costituito dalle docenti Giovanna De Finis, Cinzia Foches, Olivia Ghiandoni, Benedetta Rossignoli, Anna Maria Sartori, di focalizzare il tema su due pilastri della formazione classica, mythos e logos, è stata guidata dall’idea di ricercare il peso specifico, la profondità, la verticalità che connettono i due ambiti dall’alba della civiltà occidentale alla modernità, for connecting appunto.

In Grecia, la radice del termine λόγος svela la pluralità dei significati sottesi: λέγειν è prima di tutto mettere insieme, raccogliere, scegliere, collegare: un'attività cosciente che si esplica nell'attivare connessioni. In varie direzioni: la prima riguarda la dimensione strettamente linguistica di significante + significato. Un'altra dimensione è quella metalinguistica, dove λόγος è la facoltà che permette questo primo e tutti gli altri collegamenti, è quindi tout court la ragione, discorsiva se vogliamo, la ratio dei latini.

In questa veste, il λόγος connette realtà concettuali anche molto lontane, stabilendo ponti nell'invisibile (oltre che, attivando nuove sinapsi).

C'è infine un'altra dimensione in cui abbiamo visto esplicarsi la forza connettiva del λόγος (parola, primo strumento ‘tecnologico’, ragione e misura umane), ed è una dimensione necessaria per la sua stessa esistenza: la parola presuppone un dialogo, connette un io e un tu, un io, un noi, un voi. Crea una comunità di parlanti senza la quale nessuna lingua sarebbe pensabile. Nasce così la comunità, nasce l'uomo e nascono le sue narrazioni.

Siamo partiti dalla considerazione che oggi viviamo una fase storica caratterizzata dal protagonismo assoluto della connessione. Informazione, rete, comunicazione, linguaggi: si tratta di aree semantiche connotate in modo estremamente positivo e molto praticate nel discorso della contemporaneità. Il λόγος – ragione discorsiva, strumento di progettualità, di creatività e di dialogo – è quindi più che mai alla ribalta nel dibattito e nella riflessione attuali. Il fenomeno di punta stimola all'approfondimento anche degli aspetti più contraddittori e più complessi.

La domanda che si pone è questa: lo studio dei testi classici, delle opere letterarie delle civiltà greca e latina e delle lingue che li hanno trasmessi, costituisce un sapere importante per affrontare queste sfide poste dalla contemporaneità e in che modo?

 

I temi, che sono stati al centro delle relazioni dei docenti universitari e degli interventi degli insegnanti di liceo di entrambe le sessioni, sono stati il μῦθος in senso ampio, come narrazione dotata di senso e dotante di senso snodi fondamentali della propria identità e della propria memoria come comunità, e il λόγος come strumento senza il quale nessuna narrazione sarebbe stata e sarebbe praticabile.

 

Attraverso gli interventi (cfr. infra), tra loro molto diversi, si è cercato di riflettere, approfondire e porre interrogativi su un aspetto fondamentale e caratteristico dell’uomo: la parola nelle sue molteplici manifestazioni. Nella società complessa dell’oggi più che mai urge la capacità di saper ‘connettere’ la pluralità delle informazioni/conoscenze in modo competente, sfruttando la naturale predisposizione dei giovani a utilizzare i mezzi della tecnologia, col fine di suggere in forma intelligente alle fonti della cultura classica.

Si è voluto mostrare anche come, nella prassi didattica, la modernità possa essere illuminata con l’antico: proprio questo si è colto mediante gli interventi dei docenti del liceo che hanno esposto pratiche didattiche già esperite; si è toccato con mano in modo, talvolta davvero originale, il ‘dialogo’ fra la tradizione e le tecnologie.

 

 

 

Gli interventi dei docenti sono stati arricchiti al termine della giornata dal contributo degli studenti del Liceo dell’Educandato Statale “Agli Angeli” e dagli allievi del Liceo “Minghetti” di Bologna che hanno espresso concretamente, con delle piéces teatrali, frutto di un approccio alle lingue classiche alternativo (Antico fa testo), il ‘ponte’ culturale tra il mondo greco-latino e quello moderno e contemporaneo, nel rispetto delle specificità proprie di ciascuno di questi ambiti. Un esempio di scuole in rete ‘concretamente virtuale”.

 

 

Liceo M. Minghetti

Ricercare l’identità di genere, sotto lo sguardo di Dioniso, progetto realizzato dalla classe V H dell’a.s. 2016/17, coordinato dalla prof.ssa Laura Azzoni.

 

È stato costruito con la finalità di scoprire con quali modalità un tema antropologicamente rilevante – i ruoli di genere - viene declinato nella cultura antica, per attivare confronti, individuare analogie e differenze, situarci rispetto a un paradigma di riferimento.

La prima fase del lavoro è consistita nell’esplorazione del tema a partire dal contemporaneo, sia dall’esperienza diretta dei ragazzi e delle ragazze, sia dalle elaborazioni dell’immaginario (con visione di film e letture di romanzi).

L’approccio con l’antico è stato avviato con la lettura (in traduzione) delle Baccanti di Euripide, che hanno costituito una sorta di modello archetipico. Sotto lo sguardo di Dioniso, che sconvolge ruoli e identità, sono nate le suggestioni che hanno ispirato la scrittura dell’azione scenica, ideata integralmente dagli studenti, costruita e messa in scena con Francesco Puccio e Claudia Lo Casto, e rappresentata davanti ai templi di Paestum.

 

Liceo “Agli Angeli”

Il mondo indivisibile, progetto realizzato dalle classi 3 B Liceo Classico d’Ordinamento e 3 E Liceo Classico Europeo, dell’a.s. 2016/17, coordinato dalle prof.sse Giovanna De Finis e Cinzia Foches.

 

L’opera esaminata è stata il De rerum natura di Lucrezio. Attraverso un’ampia silloge di passi si è cercato di penetrare il pensiero lucreziano immaginando di ‘dargli vita’. Si è dato voce al sentimento dell’individuale per tracciare il ‘nostro profilo’ di Lucrezio, affermano gli studenti, attraverso l’arte della biografia. Si è immaginato Lucrezio in un turbinio di emozioni e desideri, proteso alla conoscenza del mondo. Partendo dall’osservazione di Italo Calvino (Leggerezza pubblicato nelle postume Lezioni americane) secondo cui “Il De rerum natura è la prima grande opera in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di ciò che è infinitamente minuto e mobile e leggero. Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realtà di questa materia è fatta di corpuscoli invisibili, gli studenti hanno scritto una drammaturgia, immaginando un prima nella vita di Lucrezio che i manuali non insegnano, un prima in cui Lucrezio conversa con Filodemo di Gadara, un prima in cui il poeta è oggetto di conversazioni fra Catullo e Lesbia, fra Cicerone e Falala, nome immaginario di una donna altrettanto leggendaria di cui Lucrezio è follemente innamorato, fino ad arrivare ad un dopo attraverso un concitato dialogo fra atomi che portano Lucrezio a scrivere il De rerum natura e a prendere le distanze da quel prima, dominato dall’amore, ormai distante; l’amore appartiene a quel prima ormai lontano: s’è dissolto in un mosaico di atomi come tutto il resto.

E allora il dopo: la filosofia di Epicuro, l’assurdità delle passioni umane, la scomparsa del timore della morte, il pianto…

Cosa resta dunque di quel mondo che credevamo indivisibile quando proviamo a rimetterne in ordine le tessere? Una parvenza di senso o forse solo la follia di aver amato davvero.

Regia di Francesco Puccio coreografia di Claudia Lo Casto.

 

L'Ispettrice Augusta Celada sviscera il tema della complessità dell'attività di traduzione, sulla quale è opportuno riflettere e far riflettere, tenendo anche conto dell'italiano che padroneggiano i nostri studenti: una traduzione scolasticamente corretta non è predittiva della reale comprensione del testo. D'altra parte la traduzione rappresenta certo nella nostra scuola una prova autentica, che porta gli studenti ad esprimere una vera competenza e ad attuare scelte di responsabilità. La traduzione è inoltre, da sempre, un atto democratico che comporta il riconoscimento di una cultura altra. E' infine, sul piano cognitivo, un fenomeno riflessivo, ogni volta rinnovato traducendo un nuovo testo.

 

Il prof. Luigi Spina indaga le fonti ed evidenzia l'evoluzione della riflessione sulla lingua come venne operata dagli antichi. Il focus è sulla parola (λόγος), in quanto primo elemento su cui si riflette non appena la scrittura consente di “vederlo”, permettendo così di passare dalla parola agita alla parola analizzata. A partire da Platone, l'indagine si precisa in senso tecnico con la definizione di Aristotele - il  λόγος come il minimo elemento linguistico portatore di significato – e infine attraverso la sistematizzazione proposta da Quintiliano.

 

La prof.ssa Caterina Carpinato parla del neogreco come di una lingua “continua” rispetto al greco della κοινή, dipingendo un quadro affascinante del suo sviluppo storico e ripristinando la prospettiva corretta dell'approccio alla grecità, non solo classica.

Come in greco le parole posseggono un significato profondo che è possibile cogliere tuttora approfondendo formazione ed etimo lessicali, così ogni lingua non è solamente mezzo di comunicazione, bensì espressione di valori culturali e morali.

 

Il Dirigente Stefano Quaglia affronta la questione del ruolo delle discipline classiche nella scuola del nuovo millennio, capovolgendo l'approccio convenzionale che vede i soggetti propugnatori del sapere classico in posizione meramente difensiva. Lo studio delle lingue classiche in particolare riceve una motivazione fondamentale non tanto dal passato quanto piuttosto dal futuro. Le operazioni che comporta infatti l'esperienza di comprensione di un testo greco o latino producono quei mutamenti nelle modalità cognitive che sono in grado di attrezzare alle nuove sfide poste dal sistema 4.0, processo che ha preso le mosse dal campo della produzione economica ed è in via di affermazione nel mondo attuale. Il sistema linguistico infatti, formando ad una metodologia operativa di tipo anticipatorio, è eminentemente l'ambito competente a sviluppare la capacità previsionale richiesta per intervenire all'interno di questo processo.

 

La prof.ssa Donatella Puliga percorre i miti che nelle letterature classiche raccontano della disabilità e della deformità, rintracciando i modi peculiari di porsi nei confronti della diversità da parte del mondo greco – romano ed operando, con il corretto distacco, un confronto con la civiltà attuale su questi temi di rilevanza antropologica. Se oggi il concetto di disabilità attiene al fare, per gli antichi atteneva all'essere e, in misura ancora maggiore, al mostrarsi. Un'altra differenza è riconoscibile, all'interno stesso delle civiltà antiche, nel confronto fra racconto mitico e vita reale. Altra differenza infine esce dalla comparazione fra civiltà greca e Roma, per la quale le fonti parlano di un atteggiamento più mite verso la diversità.

 

Il prof. Mario Lentano

propone una disanima delle fonti classiche volta a cogliere come i miti delle origini giustifichino differenti pratiche di cittadinanza e trovando queste ultime meno inclusive in Grecia e più inclusive a Roma. Dalle fonti greche infatti balza in primo piano il ruolo dell'autoctonia dei popoli: in particolare furono gli Ateniesi ad affermare l'esclusività della propria posizione “naturalizzando” il tema della “terra madre”, che per gli altri greci sarebbe stato valido solo in quanto metafora, e ricavando da tale operazione culturale il proprio diritto all'egemonia. Se in Grecia è la terra a creare la comunità, a Roma il processo si propone invertito. Romolo e Tullo Ostilio sono lodati per la lungimiranza dimostrata nell'accogliere in un unico alveo popoli di provenienza diversa. Gli stessi miti di fondazione dunque, fra i quali spicca quello dell'ascendenza troiana, valorizzano a Roma la mescolanza di genti. Infine, in merito al tema della cittadinanza presente nell'attuale dibattito politico, il contributo offerto dall'ottica antropologica non è quello della logica identitaria, che perimetra ed esclude, bensì quello della comparazione.

 

 

 

 

Un ringraziamento tutti coloro che hanno partecipato e in particolare alla Dirigente dell’Educandato Agli Angeli, Rosa Anna Tirante, che con grande spirito di ospitalità ha sostenuto l’iniziativa.


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